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November 04

Discussione su YouTube - The Lion Sleeps Tonight - Hippo Singer

 

Citazione

YouTube - The Lion Sleeps Tonight - Hippo Singer
A fat hippo sings the song The Lion Sleeps Tonight with a weird dog.
September 19

Il fantasma di Sintra - seconda parte-

Anche se in pochi avete risposto al dubbio amletico del precedente intervento, mi sento in dovere verso chi da giorni attende con ansia di sapere la verità (eh, Lele?!?) sul Fantasma di Sintra e sul video diffuso su internet relativo alla fine degli protagonisti del video.
Ricorderete che il quesito era: ma 'sta storia è vera o non è vera?
Ebbene...rullo di tamburi!!!!!!!...
 
 
 
Il video è una bufala!!! Tutta la storia è una bufala!!!
Volete sapere perchè? Eccovi accontentati.
 
Questo è il corto di un regista portoghese, tale David Rebordao che si è divertito a inventare questa storia.
Eccovi la sua "versione" tratta dal suo sito:  http://www.acurva.net/
 
"Benvenuto!
Il mio nome è David Rebordao e sono l'autore e produttore del cortometraggio  "Curva A".
Dopo mesi di speculazione e fantastiche teorie sul film è arrivato il momento della rivelazione finale.
Questo sito è stato creato per voi per conoscere la verità sui fatti che hanno dato origine al cortometraggio portoghese più visto al mondo in tutti i tempi.
 
Sintra Ghost Video
Nonstante vari download gratuiti su internet, qui è possibile acquistare il DVD originale, della durata di 12 minuti.
Il DVD offre anche una mia intervista nella quale racconto il processo di creazione del film, le mie reazioni alla sua diffusione nel mondo i diversi forum che sono stati creati per parlare del film nonchè tutte le storie nate dalla fantasia dei cybernauti.
Nell'intervista rivelo anche la strategia che è alla base del film, per richiamare l'attenzione anche su altri progetti in fase di sviluppo. 
Faccio Film per le persone, film che facciano divertire."
 
 
Liberamente tradotto da Mai
 
September 17

Il fantasma di Sintra

 
Ciao, oggi vi voglio raccontare una storia di cui ho sentito parlare casualmente un giorno.
Come ogni storia trasmessa oralmente che si rispetti, essa è circondata da un alone di mistero, sospetti e curiosità; quindi nulla di strano se alla fine di questo intervento, vi chiederete: "è vera o semplicemente una bufala ?"... Questa è la storia:
 
Tre ragazzi stanno percorrendo in automobile la strada verso la città di Sintra, in Portogallo; essa è situata molto ad ovest, verso l'Oceano, si trova in montagna. Siccome piove a dirotto ed è notte fonda, o quantomeno buio, i tre scherzano e filmano un video amatoriale. Improvvisamente, vedono una ragazzina a lato della strada che pare essersi persa e che sta facendo l'autostop. Con il desiderio di aiutarla, si fermano e le danno un passaggio. Uno di loro, cerca di parlarle, farsi raccontare perché sembra così scossa. Cercano persino di offrirle qualcosa da mangiare finché succede qualcosa di terribilmente inaspettato. 

L'auto si schianta e nell'incidente perdono la vita Tiago e Tania. David sopravvive ma ciò che accadde quella sera rimane sempre un mistero. Teresa svanisce nel nulla. Solo in seguito, la polizia scoprì che, nel 1983, nello stesso punto perse la vita una ragazza di nome Teresa Fidalgo.

Di questo racconto, esiste anche un video, la ripresa che fece David la notte dello schianto...guardare per credere... Da brividoo!!!

 

  
 
COSA NE PENSATE?
 
September 16

Letture Estive

Questa è stata, lo si può ben dire, una estate davvero bella e divertente. Le vacanze sono volate, i posti visitati sono stati all'altezza delle aspettative e la compagnia non è stata da meno.
Come molti altri, credo, le vacanze servono anche per occupare le lunghe ore di ozio leggendo tutti quei libri che, durante l'anno, causa lavoro, studio, mancanza di tempo, non si riesce proprio a prendere in mano.
Così è capitato a me quest'estate! Sono partita per la Francia con un bel giallo tra le mani, un pò triste perchè avevo fatto fatica a trovare qualcosa di interessante da leggere, che staccasse almeno un pò dal... lavoro. Bè, nonostante l'impegno ero riuscita solo in parte nell'intento. Il libro lo avevo trovato l'ambito lavorativo comunque aleggiava...
Durante una delle cene pre-vancanza con gli altri interessati alla comune meta, mi ero lamentata della mancaza di ispirazione nell'acquistare un libro di lettura ed in particolare della mia difficoltà a trovare qualcosa di genere Fantasy, che tanto mi piace.
Direte voi, ma se c'è una produzione di libri del genere da mettere in ginocchio la foresta amazzonica!?! Vero. Però... Io sono dell'idea che quando uno entra in libreria non sceglie il libro, ma è il libro a scegliere te (in realtà bisogna saper ben "ascoltare")!
Si vede che, vista la pragmaticità del mio lavoro, il libro fantasy non riusciva a comunicare con me. Ero molto rassegnata. Mentre raccontavo queste cose ai miei amici, già Qualcosa si stava muovendo nell'aria...
*** *** ***
Una volta partiti per la nostra destinazione, io col mio fedele libro giallo nella valigia, il Fato, nella forma del mio amico Fabio, ci ha messo lo zampino.
Così tra una chiacchera e un'altra sulle varie mete da raggiungere per scoprire i segreti di Rennes Le Chateau (ma questà e un'altra storia)una sera Fabio mi ha consegnato nelle mani un libro Fantasy, dicendomi "questo ti piacerà, se ho capito che genere ti interessa !"
Mai frase fu più profetica!
L'amicizia però ha rischiato grosso: infatti sto ancora decidendo se essere grata a Fabio per la scoperta di questa collana, oppure odiarlo a morte!!! Mi sta rovinando... ^-^
Ah già, scusate. Non vi ho ancora detto che libro mi ha messo tra le mani !
Con fare compassato e quasi vicino al timore riverenziale, mi ha consegnato tra le mani (non dopo mille raccomandazioni su come trattare il tomo) un libro dal titolo "DRAGONLANCE- I draghi del crepuscolo d'Autunno".
E' stato l'inizio della mia fine!
Se qualcuno di chi legge conosce la saga, forse potrà comprendere l'enormità e la gravità della situazione. E io mi immagino che Munch con il suo "Urlo" volesse proprio rendere lo sgomento e il terrore che colpisce chi conosce la vastità dell'opera di Weis e Hickman e la vede consegnare nelle mani di un ignaro amante di Fantasy che solo aveva chiesto un consiglio su UN libro da leggere !!!
*** *** ***
Dopo aver divorato il primo volume mi sono fatta prestare il secondo "  I draghi della notte d'inverno"; poi a una cena post vacanza con un altro patito del Genere (Enrico) ho saccheggiato la sua libreria portandomi a casa e leggendo a tempo di record "Raistlin L'alba del Male" e il suo seguito "Gemelli in armi"; per proseguire poi con "I draghi dell'alba di Primavera".
A questo punto non contenta, sono andata in libreria ad acquistare non solo la trilogia annotata delle Cronache di Dragonlance (già letta) ma addirittura a prendermi la trilogia sempre annotata de "Le Leggende" che sto ora ora leggendo.
Tutto questo ovviamente nl giro di una ventina di giorni!!!
Così questa estate ho al mio attivo 6 libri finiti (si, perchè ho letto anche il libro giallo che avevo comprato prima di partire! hihi non facciamoci mancare niente!), uno oramai al termine e due da leggere (ma non ci metterò molto!).
A ciò si aggiungano un altro paio (!!!) di titoli che mi intrigano da matti e che penso comprerò (I draghi dell'estate di fuoco- per finire le stagioni; Raistlin e il Cavaliere di Solamnia, La prova dei gemelli e Il migliore ).
E intanto il lavoro col suo solito tran-tran è ripreso da qualche giorno.
QUALCUNO MI SALVIIII!!!
Sento di essere entrata in un tunnel e non riesco a vederne la finee !!!
 
Alla prossima
 
Mai
July 03

Chi non muore si rivede...

Eh, che dire?? .... Mi ero davvero eclissata!
La costanza non è proprio il mio forte... Ma quando manca anche la Musa Ispiratrice non c'è proprio nulla da fare!
A presto con nuove idee (spero) nuovi eventi e tanti amici!!
 
Mai
October 23

Stardust: un film da vedere!

 Per gli amanti del genere fantasy, una storia da non perdere!

ATTENZIONE: di seguito è riportata in parte la trama del film

stardust


Quest’anno il mese di settembre è all’insegna di fantasy, infatti, dopo aver riso con “Shrek terzo”, ora è il momento di sognare ad occhi aperti con “Stardust”, trasposizione cinematografica del libro di Neil Gaiman e Charles Vess.
E’ la storia d’amore, a cavallo fra due mondi uno reale e uno governato dalla magia, popolato da terribili streghe, da pirati e da superbi unicorni, ma separati fra loro da un muro costruito secoli fa. Il muro è una barriera potente fra questi due universi così diversi, ma ad unirli vi è solo un varco sorvegliato notte e giorno dagli abitanti del piccolo villaggio di Dunstan, affinché nessuno oltrepassi la recinzione. La giovinezza però spinge spesso ad essere avventati e un giorno il giovane Thorn con uno stratagemma supera il varco, finendo nel magico mondo dove incontra un’attraente ragazza, che dice di essere una principessa prigioniera di una terribile fattucchiera. Una sola notte e la vita del ragazzo cambia completamente, perchè alla sua porta nove mesi dopo viene recapitato suo figlio: Tristran. Il bambino viene allevato dal padre naturale e non sa di essere il figlio dei due mondi.
A diciotto anni il ragazzo, interpretato da Charlie Cox, è garzone nello spaccio locale e il suo unico scopo è quello di conquistare il cuore della bella e gelida Victoria (Sienna Miller), e per farlo promette di portarle in dono una stella caduta.

untitled

Il problema però è che la stella è caduta dall’altra parte del muro, l’unico modo è farsi forza e attraversarlo ed ecco che comincia la sua magica avventura. Tutti però sembrano volere il fulgido astro, che, appena ha toccato il suolo di quella terra imbevuta di magia, è diventata una giovane ragazza bionda di nome Yvaine (Claire Danes). La malvagia strega Lamia (Michelle Pfeiffer) vuole strappare il cuore dell’astro per garantirsi l’immortalità, mentre i 4 figli del re Lord of Stronghold (Peter O' Toole), e i fantasmi dei loro tre fratelli morti, la cercano per accaparrarsi il trono.

stardust_309

Tra i fantasmi dei figli del re sono da citare per la loro spumeggiante interpretazione: Rupert Everett nel ruolo di Secundus, Mark Strong come Septimus e Jason Flemyng, che veste i panni di Primus. Tra intrighi, fatture, disavventure e colpi di scena i giovani eroi finiscono per attraversare la strada del “terribile” pirata Capitan Shakespeare (Robert De Niro), che vola fra le oscure nuvole della pioggia per catturare gli esseri che producono i fulmini e venderli sottobanco al mercante e truffatore Ferdy the Fence (Ricky Gervais).

stardust

E’ questo il momento di svolta della vita di Tristan, che imparerà finalmente che il vero amore è incondizionato e capace di superare ogni difficoltà. E’ un’avventurosa storia d’amore, che rielabora il rapporto fra il mondo degli umani e quello popolato da creature fantastiche, e sicuramente non potrà che essere apprezzata dalle persone romantiche. “Stardust” ricorda come stile il film “La storia fantastica”, anche per le inquadrature ravvicinate, sebbene siano evidenti i progressi tecnologici e degli effetti speciali, che richiamano quelli di Harry Potter. Primi piani si alternano a panorami incantevoli e angoli di natura selvaggia. Bellissima è anche la nave volante dei pirati, certo un po’ arrugginita, forse eco dei vascelli volanti del famoso gioco “Final Fantasy” o dello storico veliero di “Il pianeta del tesoro” della Disney. Le citazioni sono numerose e al tempo stesso esilaranti, come la scoppiettante figura di Capitan Shakespeare, interpretata dal grande Robert De Niro, che rivisita e mescola insieme i personaggi di Capitan Uncino e Jack Sparrow. E’ una favola d’altri tempi, che si avvicina alle avventure di cappa e spada, pur prendendone le distanze. E’ da sottolineare soprattutto l’idea bizzarra, ma originale e molto spassosa, di inserire all’interno del film i fantasmi dei principi morti, che fungono da spettatori degli avvenimenti e, con le loro apparizioni nei momenti più impensati, regalano grandi risate e divertimento.

www.Filmup.it

 


September 30

Oh, Mary, don’t you weep

Oh, Mary, don’t you weep

Well if I could I surely would
Stand on the rock where Moses stood
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep

O Mary don’t you weep, don’t you mourn
O Mary don’t you weep, don’t you mourn
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep

Well Mary wore three links and chains
On every link was Jesus’ name
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep

O Mary don’t you weep, don’t you mourn
O Mary don’t you weep, don’t you mourn
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep
Go!

Go!

Well one of these nights bout 12 o’clock
This old world is gonna rock
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep

Well Moses stood on the Red Sea shore
Smote’ the water with a two by four
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep

Alright!

(O Mary don’t you weep, don’t you mourn)
(O Mary don’t you weep, don’t you mourn)
(Pharaoh’s army got drownded)
(O Mary don’t you weep)

Well old Mr. Satan he got mad
Missed that soul that he thought he had
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep

Brothers and sisters don’t you cry
There’ll be good times by and by
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep

Well O Mary don’t you weep, don’t you mourn
O Mary don’t you weep, don’t you mourn
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep

(O Mary don’t you weep, don’t you mourn)
(O Mary don’t you weep, don’t you mourn)
(Pharaoh’s army got drownded)
(O Mary don’t you weep)

God gave Noah the rainbow sigh                      

         
“No more water but fire next time”
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep

O Mary don’t you weep, don’t you mourn
O Mary don’t you weep, don’t you mourn
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep

O Mary don’t you weep, don’t you mourn
O Mary don’t you weep, don’t you mourn
Pharaoh’s army got drownded
O Mary don’t you weep

Everybody!
(O Mary don’t you weep, don’t you mourn)
(O Mary don’t you weep, don’t you mourn)
(Pharaoh’s army got drownded)
(O Mary don’t you weep)

O Mary don’t you weep, don’t you mourn
O Mary don’t you weep, don’t you mourn
Pharaoh’s army got drownded
Oooooooh, Mary don’t yoooooou

(O Mary don’t you weep, don’t you mourn)
(O Mary don’t you weep, don’t you mourn)
(Pharaoh’s army got drownded)
(O Mary don’t you weep)

September 29

Sulla speranza

"LE QUATTRO CANDELE "

 

Le quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente.
Il luogo era talmente silenzioso,
che si poteva ascoltare la loro conversazione.

La prima diceva:
"IO SONO LA PACE,
ma gli uomini non mi vogliono:
penso proprio che non mi resti altro da fare
che spegnermi!"
Così fu e, a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.

 



La seconda disse:
"IO SONO LA FEDE
purtroppo non servo a nulla.
Gli uomini non ne vogliono sapere di me,
non ha senso che io resti accesa".
Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.

Triste triste, la terza candela a sua volta disse:
"IO SONO L'AMORE
non ho la forza per continuare a rimanere accesa.
Gli uomini non mi considerano
E non comprendono la mia importanza.
Troppe volte preferiscono odiare!"
E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.

...Un bimbo in quel momento entrò nella stanza
e vide le tre candele spente.
"Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese,
io ho paura del buio!"
E così dicendo scoppiò in lacrime.

Allora la quarta candela, impietositasi disse:
"Non temere, non piangere:
finchè io sarò accesa, potremo sempre
riaccendere le altre tre candele:
IO SONO LA SPERANZA"

Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime,
il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.

 

 



"

July 23

Somewhere Over the Rainbow


Somewhere over the rainbow
Way up high
And the dreams that you dreamed of
Once in a lullaby
Somewhere over the rainbow
Blue birds fly
And the dreams that you dreamed of
Dreams really do come true
Someday I’ll wish upon a star
Wake up where the clouds are far behind me
Where trouble melts like lemon drops
High above the chimney tops is where you’ll find me
Somewhere over the rainbow bluebirds fly
And the dreams that you dare to, oh why, oh why can’t I?
Well I see trees of green and Red roses too,
I’ll watch then bloom for me and you
And I think to myself
What a wonderful world
Well I see skies of blue and I see clouds of white
And the brightness of day
I like the dark and I think to myself
What a wonderful world
The colors of the rainbow so pretty in the sky
Are also on the faces of people passing by
I see friends shaking hands
Saying, “How do you do?”
They’re really saying, I…I love you
I hear babies cry and I watch them grow,
They’ll learn much more than
We’ll know
And I think to myself
What a wonderful world
Someday I’ll wish upon a star,
Wake up where the clouds are far behind me
Where trouble melts like ;emon drops
High above the chimney tops is where you’ll find me
Somewhere over the rainbow way up high
And the dreams that you dare to, oh why, oh why can’t I?


Israel Kamakawiwo’olTe

 

Traduzione

Da qualche parte sopra l'arcobaleno
C'é un paese di cui ho sentito parlare in una ninna nanna
Da qualche parte sopra l'arcobaleno i cieli sono blu e
i sogni che osi sognare veramente diventano realtà

Un giorno voglio volare su una stella e svegliarmi
dove le nuvole sono lontane dietro di me dove
i problemi si sciolgono come una goccia di limone
Segui la strada che sale su per il
camino E' qui che mi troverai

Da qualche parte sopra l'arcobaleno volano uccelli blu,
uccelli blu volano sopra l'arcobaleno, allora perché io non riesco?
Se piccoli uccelli felici volano sopra l'arcobaleno
perché, oh perché io non riesco?


July 16

14 Luglio 1789: alla Bastiglia la gran folla si scaglia

Anche se un po in ritardo sul calendario, ecco un piccolo contributo all'evento storico che incise profondamente sulla storia contemporanea ...
 
 
ALLA BASTIGLIA LA GRAN FOLLA SI SCAGLIA...
Qaulcuno forse ricorderà questo celebre ritornello di un cartone per bambini, andato in onda tanti anni fa....
Oggi farò un quadro della situazione storica della Francia del 1789...
 
E' oramai risaputo che alle origini dei profondi mutamenti storici vi sono quasi sempre delle problematiche economiche che in quanto trascurate o addirittura ignorate, portano alla necessità di cambiare radicalmente le cose.
L'esempio francese è quanto di più palese si possa rinvenire di questa teoria della storia (e dei suoi corsi e ricorsi), insieme ovviamente alla presenza di personaggi dell'epoca, per la loro posizione , carattere ed incapacità di ammodernamento, hanno contribuito a causare.
 
La convocazione degli Stati Generali trovò la sua principale causa nella incapacità del ministro delle Finanze Bienne, di porre rimendio alla disastrosa situazione finanziaria della monarchia.
Quando, tra l'acclamazione generale, gli Stati Generali convennero a Versailles il 5 maggio 1789, molti nel Terzo Stato videro la rappresentanza doppia come una rivoluzione già pacificamente conseguita. Comunque, con l'etichetta del 1614 strettamente rinforzata, il clero e la nobiltà in pompa magna, l'ubicazione fisica dei deputati dei tre Stati dettata dal protocollo di un'era precedente, fu immediatamente evidente che in realtà era stato ottenuto molto meno.Già a partire dai discorsi fatti dal re e da Necker nel corso dell’apertura degli Stati generali, i deputati del Terzo stato non sentirono affatto parlare delle riforme politiche tanto attese, ma soltanto di questioni finanziarie. Il potere non prese posizione sul voto per ordine o per testa. Quando Luigi XVI e Barentin (il guardasigilli) si rivolsero ai deputati il 6 maggio, il Terzo stato scoprì che il decreto reale che garantiva la rappresentanza doppia celava un trucco: avevano sì più rappresentanti degli altri due Stati combinati, ma il voto si sarebbe svolto "per ordini" e quindi i 578 rappresentanti del Terzo Stato, dopo aver deliberato, avrebbero avuto il loro voto collettivo pesato esattamente come quello di uno degli altri Stati.
Il primo prblema da risolvere, fu dunque quello della verifica dei poteri; dopo innumerevoli tentativi, il 17 giugno 1789, con il fallimento degli sforzi per riconciliare i tre Stati, i Communes completarono il loro processo di verifica, diventando l'unico stato i cui poteri fossero stati appropriatamente legalizzati. I Communes quasi immediatamente votarono una misura molto più radicale: essi si dichiararono Assemblea Nazionale, un'assemblea non degli Stati, ma del popolo. Essi invitarono gli altri ordini ad unirsi, ma resero chiaro che intendevano fare gli interessi della nazione con o senza di loro.
 
L'Assemblea Nazionale si collegarono immediatamente con la gente comune. Essi consolidarono il debito pubblico e dichiararono che tutte le tasse esistenti erano state precedentemente imposte illegalmente, ma votarono le stesse provvisoriamente, solo fintanto che l'Assemblea continuava a riunirsi. Questo ridiede fiducia al capitale e gli diede un forte interesse nel tenere l'assemblea in sessione. Per quanto riguarda la gente comune, un comitato di sussistenza venne stabilito per affrontare la carenza di cibo.

Il precedente piano di conciliazione di Necker - uno schema complesso di concessioni ai comuni su alcuni punti e di forte resistenza su altri - era stato superato dagli eventi. Non più interessato ai consigli di Necker, Luigi XVI, sotto l'influenza dei cortigiani del suo consiglio privato, decise di rivolgersi all'Assemblea, annullare il suo decreto, comandare la separazione degli ordini, e dettare che le riforme fossero effettuate dagli Stati Generali restaurati.

Se Luigi avesse marciato nella Salle des États, dove l'Assemblea Nazionale si incontrava, probabilmente il suo piano avrebbe potuto riuscire, ma se ne restò a Marly e il 20 giugno ordinò la chiusura della sala, aspettandosi di impedire in questo modo all'Assemblea di riunirsi per diversi giorni, mentre lui si preparava. L'Assemblea spostò semplicemente le proprie deliberazioni nel campo da pallacorda del Re, dove procedette al Giuramento della Sala della Pallacorda (20 giugno 1789), con il quale si accordò per non sciogliersi finché alla Francia non fosse stata data una costituzione scritta.

Due giorni dopo, privata anche dell'uso della Sala della Pallacorda, l'Assemblea Nazionale si riunì nella chiesa di Saint-Louis, dove venne raggiunta dalla maggioranza dei rappresentanti del clero: gli sforzi per ripristinare il vecchio ordine erano serviti solo per accelerare gli eventi. Quando, il 23 giugno 1789, in accordo con il suo piano, il re si rivolse finalmente ai rappresentanti dei tre Stati, si trovò di fronte a un silenzio di pietra. Il re dichiarò che si conservasse la distinzione degli ordini, che venisse annullata la costituzione dei Communes in Assemblea Nazionale, aggiunse che se l’assemblea l’avesse abbandonato, egli avrebbe fatto il bene del popolo senza di essa e concluse ordinando a tutti di disperdersi, ma venne obbedito solo dai nobili e dal clero, mentre i deputati del Terzo stato rimasero seduti.[ Necker, unico ministro che non assistette a quella seduta, si trovò in disgrazia con Luigi XVI ma nuovamente nelle grazie dell'Assemblea Nazionale. Quelli del clero, che si erano uniti all'Assemblea nella chiesa di Saint-Louis, rimasero; 47 membri della nobiltà, incluso il duca d'Orléans, si unirono a loro. Il re scrisse ai presidenti della nobiltà e del clero, per invitarli a riunirsi all’assemblea degli stati generali, al fine di occuparsi delle sue dichiarazioni del 23 giugno. Il clero obbedì senza riserve, ma la nobiltà si indignò di una proposta che le faceva perdere tutti i frutti della sua resistenza, quando il suo presidente lesse una lettera del conte di Artois che faceva intendere che occorreva riunirsi perché la vita del re era in pericolo.

Così il 27 giugno gli ordini si riunirono nella sala comune ed il partito reale aveva ceduto apertamente, anche se la probabilità di un contraccolpo militare rimase nell'aria. Intatti, i militari francesi incominciarono ad accorrere in grande numero attorno a Parigi e Versailles.

Giunsero molti messaggi di supporto all'Assemblea, da Parigi e da altre città della Francia. Il 9 luglio 1789 l'Assemblea si ricostituì come Assemblea Nazionale Costituente, rivolgendosi al re in termini educati ma fermi, richiedendo la rimozione delle truppe (che ora includevano reggimenti stranieri, più obbedienti al re rispetto alle truppe francesi), ma Luigi dichiarò che lui solo poteva giudicare il bisogno delle truppe, e li rassicurò che queste erano una misura strettamente precauzionale. Luigi "offrì" di spostare l'Assemblea a Noyon o Soissons, cioè di porla in mezzo a due eserciti e privarla del supporto dei parigini. In questi giorni alcuni deputati furono intimoriti dalla piega che stavano prendendo gli avvenimenti e si dimisero. L'Assemblea allora dichiarò che essa aveva ricevuto il suo mandato non dai singoli elettori che avevano eletto ciascun deputato, ma collettivamente dall'intera Nazione. Così si mise in pratica il principio della sovranità nazionale, difeso da Diderot.

Parigi fu unanime nel supportare l'Assemblea, vicina all'insurrezione e, nelle parole di Mignet, «intossicata di libertà ed entusiasmo». La stampa pubblicò i dibattiti dell'Assemblea; la discussione politica si estese oltre ad essa e arrivò nelle piazze e nei salotti della capitale. Il Palais Royal e l'area circostante divennero il luogo di continui incontri. La folla, con l'autorità degli incontri al Palais Royal, aprì le prigioni dell'Abbazia per rilasciare alcuni granatieri delle Guardie Francesi che erano stati imprigionati per essersi rifiutati di aprire il fuoco sulla gente. L'Assemblea li raccomandò alla clemenza del Re, questi tornarono in prigione e ricevettero il perdono. Il loro reggimento ora era favorevole alla causa popolare.

La presa della Bastiglia
La presa della Bastiglia

Il 12 luglio il re destituì Necker e gli ordinò di lasciare la Francia entro 48 ore. L’indomani fu convocato il consiglio del re. Quel giorno l’Assemblea non doveva riunirsi ed il popolo di Parigi fu spaventato da quegli eventi e fece una grande manifestazione popolare portando i busti di Necker e del duca d’Orleans. Dei soldati tedeschi ricevettero l’ordine di caricare sulla folla e distrussero le statue che trasportavano. Ci furono molti feriti ed il popolo di Parigi si sollevò. L’indomani i cittadini si organizzarono e 60.000 uomini furono armati, arruolati e distribuiti in compagnie.

Intanto l’Assemblea nazionale avvertì il re del pericolo che correva la Francia se le truppe non fossero state allontanate dalla capitale. Il re rispose che non avrebbe cambiato le sue disposizioni.

Il rifiuto del re portò la disperazione a Parigi, e girarono delle voci che dicevano che non ci sarebbero stati né pace né libertà finché fosse esistita la Bastiglia. Così il 14 luglio 1789 i Parigini, in un’atmosfera rivoluzionaria, presero le armi all’arsenale dell’Hôtel des Invalides, dove non trovarono la polvere da sparo, e si ammassarono presso la prigione reale della Bastiglia per cercare la polvere. Il governatore della prigione Bernard de Launay voleva resistere, ma alla domanda dei mediatori venuti dall’Hôtel de Ville dove sedeva un comitato permanente, organo dell’insurrezione borghese, lasciò che la folla penetrasse nella prima corte. Poi si ravvide e fece uccidere questa folla: ci furono un centinaio di morti. Allora dei soldati ammutinati portarono dei cannoni ed il governatore cedette e abbassò il ponte levatoio. Poi fu ucciso dalla folla.

Segue

July 13

Amici di vecchia data... vi ricordate???

 
 
Io erro ai confini delle stelle...
Gli uomini mi chiamano Capitan Harlock!
Issando la bandiera col teschio,
vivrò libero nel mare senza domani dello spazio,
finché avrò vita!

Io vivo in libertà sotto la mia bandiera!
finché il fuoco brucerà in me,
io vivrò libero nel mare oscuro dello spazio!
Sotto la mia bandiera io vivo in libertà!

 

July 12

Il compleannp di Lele

Ieri sera alla Grigliata di Casadio di Argelato, si sono svolti i Festeggiamenti per il compleanno di Lele!!!

Seguono alcune foto alquanto indicative dello svolgimento della serata...

Il festeggiato ritratto nella più classica delle pose... Prima del taglio della torta!!!

 
Lo scartamento dei regali: altro punto essenziale di ogni compleanno che si rispetti!!!
 
 
 
Infine: lo spegnimento delle candeline sulla torta.
(è stato più duro capire che era impossibile spegnere quelle sul cappello !!! ^-^)
 
In conclusione :
ANCORA AUGURI LELE!!!
June 16

10 Giugno 2007: un altro grande successo!!!

 

Domenica pomeriggio, al Cinema Teatro Dehon di Bologna, è andata in scena la 5° replica dello spettacolo" Sotto lo stessso cielo";  l' opera, nata da un' idea di Silvia Capelli e  Marianna Vannini e da loro brillantemente realizzata insieme ad Erika Scalazotto, Stefano Patelli, Stefano Ramponi, Federico Giacomini, Matteo Bortolotti  e Gabriele Forlani , si compone di una serie di canzoni  tra le più famose  di cantanti nazionali ed internazionali,  che hanno come tema  dominante il cielo.
 
 
 
Nulla è lasciato al caso. 
Tutti i  testi di presentazione dei singoli brani , ben recitati dai due presentatori di questo splendido pomeriggio di musica , Giorgia e Francesco, sono stati accuratamente scelti tra poeti ed autori dello scorso secolo,
 
Che altro dire!
 
Ah si! Se volete sentire in quasi anteprima assoluta la nuova band e la sua splendida musica (ed acquistare il relativo cd) non dovete fare altro che venire DOMENICA 24 GIUGNO alle ore  16 a CASTENASO (provincia di BO) per ascoltare le mitiche  CarteFalse!!!!

Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato e reso possibile questo spettacolo!!
In particolare: Don Mauro, Silvia( cantante)  Marianna (cantante), Gabriele (chitarra), Stefano(tastiera), Erika (percussioni), Federico ( tastiera e chitarra ), Stefano (basso), Matteo (batteria), Gianni (tuttofare), Davide (pc) , Claudio (mixer), Giordano (luci), Giorgia (presentatrice) e  Francesco  (presentatore)
 
Vi aspettiamo alla prossima sempre numerosi!!
 
Un beso
 
Mai

June 03

Il mistero di Coral Castle

Coral Castle

a cura di Alessandro Miazzi

      

“Ho scoperto i segreti delle piramidi. Ho trovato come gli egizi e gli antichi costruttori in Perù, Yucatan e Asia, unicamente con attrezzi primitivi, trasportarono ed eressero blocchi di pietra pesanti parecchie tonnellate.”

   

A poco meno di 50 km da Miami, proseguendo verso sud per l’Autostrada 1 in Florida, si può giungere a Homestead, una piccola cittadina nel cuore dello stato. In questo paese si trova uno dei più bizzarri ed incredibili edifici costruiti dall’uomo: il Coral Castle. Di primo acchito la struttura in sé non rivela nulla di incredibile; alcuni in essa vedono importanti reperti storici provenienti da ere ormai dimenticate e costruiti da antiche popolazioni per antichi culti, altri invece vedono una specie di bizzarra costruzione postmoderna “sfogo”  di qualche eccentrico architetto. Entrambe le considerazioni invece risultano errate. La struttura ha visto la luce nei primi anni del novecento e l’artefice dell’edificio è un unico minuto grande genio; il suo nome è Edward Leedskalnin. Egli, con la sola forza delle sue braccia e con l’ausilio di pochi rudimentali attrezzi come carrucole, corde, martelli e scalpelli ha estratto e scolpito più di 1.100 tonnellate di roccia corallina. Ancora nessuno tra scienziati ed ingegneri che hanno studiato e tuttora studiano il Coral Castle è riuscito a dare una spiegazione fisica sul metodo di costruzione usato da Leedskalnin; l’unica affermazione sul metodo di costruzione proviene dal costruttore stesso il quale affermò: “Ho scoperto i segreti delle piramidi. Ho trovato come gli egizi e gli antichi costruttori in Perù, Yucatan e Asia, unicamente con attrezzi primitivi, trasportarono ed eressero blocchi di pietra pesanti parecchie tonnellate.

Una delle sculture più importanti e degne di nota è lo stesso portale di accesso alla struttura: il “Nine ton Gate”. Esso è costituito da un unico blocco di pietra corallina largo 2 metri, alto 2 metri e 30 cm, profondo circa mezzo metro e dal peso approssimativo di appunto 9 tonnellate. Questo incredibile monolito dista dalle pareti del castello esattamente 6 mm da ambo i lati. Molti ingegneri e scienziati si sono recati sul luogo per cercare di capire come Ed abbia potuto trovare il baricentro esatto dell’enorme blocco di pietra. Esso è talmente ben equilibrato nel suo asse che anche un bimbo lo avrebbe potuto aprire con la semplice pressione del suo dito. Dico “avrebbe” perché oggi non è più cosi. Nel 1986 infatti, un gruppo di ingegneri e di scienziati rimossero il portale per compiere degli studi su di esso. Per rimuoverlo furono utilizzati 6 uomini ed una gru da 50 t. Una volta rimosso il portale fu scoperto che Ed centrò e bilanciò il pezzo di roccia da 9 t perforando perfettamente dall’alto al basso i 2,30 m di portale facendo passare attraverso di esso un’asta di ferro che poggiava su di un vecchio cuscinetto di un camion. In questo modo il portale poteva aprirsi ruotando sul proprio asse. Oggi solo un perforatore ad alta velocità laser-controllato potrebbe fare lo stesso lavoro.


Il Portale, equipaggiato con i nuovi cuscinetti, con l’albero sostituito, nuova lubrificazione ed una rilegatura dei pezzi di pietra con un adesivo particolare, fu rimesso al suo posto il 23 luglio 1986. Il risultato fu un duro colpo per i ricercatori e per i gestori del castello: il monolito non era più perfettamente equilibrato e perse definitivamente la sua capacità di ruotare anche per ore con una semplice spinta.

 

Giunti all’interno del castello si può notare, sulla destra, un’imponente torre quadrata provvista di scalini esterni che portano all’unico ingresso della torre posto quasi alla sommità di essa. All’interno della torre si può vedere l’abitazione vera e propria di Leedskalnin. Al centro della stanza è collocata una branda di cuoio e tutto attorno, per terra e appesi alle pareti, si possono trovare utensili da lavoro come martelli, scalpelli, corde ecc… Questa enorme struttura è composta da circa 243 tonnellate di roccia intagliata in giganteschi blocchi di pietra corallina pesanti dalle 4  alle 9 tonnellate ciascuno. Solo il tetto della torre è costituito di una trentina di blocchi ognuno da una tonnellata. Lampade ad olio e pozzi d’acqua fresca fornivano tutto il necessario per vivere in questa straordinaria struttura. Scendendo dalla torre, tornando al cortile, si può notare un piccolo altare che poggia sulla parete a sud. Esso è costituito da due blocchi di pietra corallina e il suo significato è tuttora un mistero.


Volgendo lo sguardo verso il vasto cortile si possono notare alcune sedie scolpite nella roccia. Ma una in particolare giunge immediatamente allo sguardo: si tratta di una enorme sedia a dondolo dal peso di una tonnellata. Ed scolpì la sedia su di un enorme blocco di pietra sotto il quale applicò due assi di roccia a cui diede una forma ricurva. Anche se l’intero risultato potrebbe sembrare decisamente scomodo, in realtà è incredibilmente equilibrato e riposante.
Accanto ad essa si possono trovare alcune sedie non a dondolo che assomigliano ad un salottino orientato al sole del mattino e a mezzogiorno. Ma queste strutture non sono le uniche ad avere un orientamento ed un significato celeste.
Osservando meglio il castello infatti si possono notare molte sculture rappresentanti lune, soli e pianeti del sistema solare tutti orientati a precise fenomenologie planetarie. Inoltre, accanto alle mura del castello, si può ammirare un enorme monolito alto 7,5 metri e dal peso di 30 tonnellate. Quasi alla sommità dell’enorme blocco di pietra si trova un foro che lo trapassa da parte a parte e all’interno del suddetto foro si possono intravedere due aste di ferro che si incrociano perfettamente al centro di esso quasi a rappresentare un mirino. Questo “mirino” centra esattamente la stella polare.           

Questo rudimentale utensile astronomico chiamato appunto “Polaris Telescope” aiutò Ed a tracciare un diagramma raffigurante il percorso della Terra attorno al Sole e gli permise di costruire una meridiana molto precisa.
Essa è perfettamente calibrata al solstizio d’inverno e al solstizio d’estate rispettivamente il 21 dicembre e il 21 giugno. Essa è stata costruita in modo da poter segnare l’ora compresa tra le 9 del mattino e le 16 ovvero l’arco di tempo in cui, a detta del costruttore, un uomo dovesse lavorare. La precisione della meridiana è stupefacente: la larghezza di un pollice umano rappresentava 5 minuti con uno scarto di errore massimo di 1 minuto. Ovviamente questo straordinario strumento è tarato in modo da segnare l’ora solare.

Accanto alla meridiana si può osservare un fontana chiamata “Moon Fountain” proprio per la sua particolare composizione. Essa infatti è scolpita in tre pezzi di roccia corallina dei quali quello più a sinistra rappresenta il primo quarto di luna mentre quello a destra della fontana rappresenta l’ultimo quarto. La luna piena è rappresentata dalla fontana stessa dal peso approssimativo di 23 tonnellate. I quarti di luna invece ne pesano 18 ciascuno. Ed usò la fontana come stagno per i pesci in cui si potevano trovare, oltre ad essi, anche varie piante come i giacinti d’acqua, sicuro che i visitatori si sarebbero fermati ad osservarlo. La pietra corallina è una roccia molto porosa per cui Ed fu costretto a “rinforzare” la fontana con del cemento. Al centro della fontana Ed pose una stella a sei punte e alimentò il flusso d’acqua con una vecchia pompa  situata dietro la fontana. Oggi la fontana è usata come pozzo dei desideri e il denaro raccolto in questo modo è devoluto in beneficenza.
Sulla parete a nord poi sono raffigurati i pianeti di Saturno e di Marte. Quest’ultimo è costruito accanto ad una pianta di Palmetto che sta a significare la credenza da parte dell’autore all’esistenza di vita sul Pianeta Rosso.
Molte altre sculture rappresentanti sistemi astronomici sono presenti all’interno del castello come ad esempio il cosiddetto “bagno degli uccelli” formato da tre cerchi concentrici rispettivamente di 3,15 metri, 1,5 metri e 46 centimetri di diametro. Essi rappresentano le tre principali suddivisioni del nostro Sistema Solare individuando Mercurio, Venere, Terra e Marte nel cerchio più piccolo ed interno, Giove Saturno e Urano nel cerchio medio e Nettuno e Plutone nel cerchio più esterno.


Rimanendo sempre nel versante nord del complesso, si può ammirare l’imponente obelisco in cui Ed scolpì le date più importanti della costruzione come la data di inizio dei lavori e la data dello spostamento dell’intero complesso da Florida City a Homestead e la propria data e luogo di nascita. In cima all’obelisco grande quanto il più imponente obelisco di Stonehenge, Ed scolpì un buco con la forma della stella della Lettonia suo paese natale.
Questo obelisco alto più di 8 metri e dal peso di 30 tonnellate è piantato saldamente al suolo in un buco di quasi 2 metri di profondità.

Il lato romantico di Ed è messo in evidenza dal tavolo chiamato “Feast of Love”. Esso è un tavolo a forma di cuore dal peso di circa 2 tonnellate. Sempre pratico anche nel romanticismo Ed pensò che mantenere a lungo dei fiori al centro del tavolo fosse un’impresa ardua. Risolse il problema ponendo al centro del tavolo un vaso di Ixora. Questa pianta messa dalle sapienti mani di Leedskalnin restò al suo posto, viva e vegeta per oltre 50 anni. 
Un altro famoso tavolo di Ed, il “Florida State Table” lungo 6 metri e circondato da 10 sedie, fu scolpito nell’esatta forma e proporzioni dello Stato. Scolpito nell’angolo sud-orientale del tavolo c’e un bacino colmo d’acqua che rappresenta il lago Okeechobee. Esso poteva essere usato come boccia per le dita, bagno degli uccelli o boccia per il punch.
Una curiosità: egli immaginò la sedia a capotavola essere per il governatore della Florida e lui e tutto il resto dei senatori si sarebbero seduti li attorno per decidere di alzare le tasse.
Altra costruzione dedicata alla genialità di Leedskalnin. Questa volta però non si tratta di una scultura in pietra corallina bensì di una pentola a pressione. Ed, utilizzando una carcassa di una vecchia automobile, costruì una specie di barbecue che all’occorrenza, una volta inserito il cibo al suo interno, poteva essere chiusa ermeticamente fungendo da pentola a pressione. Ed la pose in una specie di camino in pietra corallina e ancor oggi a volte i bambini in gita scolastica vengono invitati ad arrostire hot dog nella sua pentola.
Flotte di ingegneri edili e di scienziati vengono attratti ogni anno dal Coral Castle per cercare di capire in che modo sia stata costruita quest’opera apparentemente impossibile. Ad esempio a metà degli anni settanta un gruppo di ricercatori vollero provare ad imitare Leedskalnin. Scolpirono e scavarono un blocco di pietra corallina dal peso di 30 tonnellate equivalente al grande obelisco all’interno del castello. Per trasportare il blocco si servirono di un bulldozer: il mezzo non riuscì nemmeno a sollevarlo.
Molte affascinanti teorie vennero formulate negli anni per cercare di dare una spiegazione quantomeno plausibile alla straordinaria opera del piccolo lettone.
Molti ricercatori o meglio “para”ricercatori ipotizzano che Ed abbia in qualche modo scoperto il funzionamento delle “World Grid” ovvero uno schema invisibile di linee energetiche circondanti la terra che concentrano grosse quantità di energia tellurica nei punti di intersezione. Quindi Ed avrebbe sfruttato l’energia dell’intersezione di queste linee per riuscire a spostare questi enormi blocchi di pietra. A questo proposito Ray Stoner, il ricercatore scrittore del libro “The Enigma of Coral Castle”, afferma che Ed non spostò il castello per la minaccia dell’espansione di Florida City bensì perché un fatidico errore di calcolo intercettò il punto focale dell’intersezione delle linee a 16 km dal punto in cui si trovava realmente. Per questo motivo il castello fu mosso da Florida City a Homestead, proprio per fare in modo che le strutture del castello massimizzassero le energie telluriche dell’incrocio delle linee energetiche.

Bruce Cathe, nel suo “The Energy Grid” uno dei più importanti libri del settore, afferma che “il sito “Coral Castle”, è matematicamente relazionato alla griglia energetica terrestre, come lo sono le altre importanti strutture antiche. Leedskalnin non ha spostato il tutto per caso. Questa posizione geometrica era estremamente vicina a un punto che potrebbe essere ideale per lo sfruttamento del moto armonico gravitazionale. Il fatto che egli abbia avuto accesso alle conoscenze segrete è molto più evidente nella relazione del Coral Castle col sistema di griglie energetiche mondiale.
Stoner, nel suo libro, fa presente che per costruire il Coral Castle erano necessarie alcune condizioni particolari come il fatto di trovarsi esattamente in un vortice energetico esso stesso allineato con determinati eventi astronomici sufficientemente precisi da stabilirne con esattezza le ricorrenze periodiche. Inoltre l’opera dovrebbe avere una forma precisa e addirittura il materiale con cui è costituito ha una sua rilevanza.
Questi prerequisiti ricordano molto le formule teoriche e gli esperimenti compiuti sull’energia delle piramidi a metà degli anni settanta dove gli angoli di incidenza (varianti di 15,2 gradi) e i materiali con cui erano costituite (granito cristallino e calcare) ne determinavano il successo. Nel libro “Using Pyramid Power” lo scrittore James Wyckoff scrive: “Gli antichi egizi sapevano che la forma e l’angolo delle piramidi contenevano una mistica forza energetica
”.
Molte tradizioni da ogni parte del globo menzionano fatti in cui venivano fatte levitare pietre molto grosse. Dalla Gran Bretagna ci giunge la tradizione in cui Merlino, in uno dei suoi viaggi in Irlanda, scoprì Stonehenge e decise di smontarlo pietra dopo pietra e trasportò ogni masso facendolo “fluttuare in aria” fino alla pianura di Salisbury. Gli isolani di Ponape nel Pacifico del Sud ricordano lo spostamento di un grosso monolito di basalto (la colonna di Nan Mandol) ad opera di due maghi che lo fecero fluttuare in aria. 
Ipotizzando che la testimonianza dei ragazzini che videro Leedskalnin in azione sia vera, ovvero che videro blocchi di pietra corallina “fluttuare in aria come aerostati”, si potrebbe considerare il fatto che egli abbia veramente riscoperto le antiche tecniche di costruzione perse durante i secoli le quali sfrutterebbero le energie gravitazionali terrestri.
A tal proposito Cathe asserisce che “in certe posizioni nel globo ci sono località dove le forze di gravità possono essere manipolate dalle applicazioni di certe armonie geometriche. Dove queste condizioni geometriche esistono, è evidentemente possibile per persone che hanno conoscenza nell’uso delle forze gravitazionali, costruire enormi edifici di materiale voluminoso. Stonehenge, le antiche piramidi, il tempio di Baalbek, e pure le piramidi in centro e sud America furono il risultato di una combinazione di conoscenze ed anomalie gravitazionali. Coral Castle, credo occupi una di queste posizioni.



Nonostante la vasta quantità di studi e teorie formulate su questo complesso, nessuno è ancora riuscito a capire non solo i modi e i metodi di costruzione ma nemmeno il significato stesso dell’opera. A che scopo costruire questa enorme struttura? Per quale motivo Leedskalnin “sacrificò” vent’anni della sua vita nella progettazione e realizzazione dell’edificio? A queste e ad altre innumerevoli domande ancor oggi molti studiosi e ricercatori stanno cercando di dare una risposta.

Oggi il Coral Castle attira turisti e curiosi da ogni parte del mondo rivelandosi come una delle opere architettoniche più straordinarie e misteriose del XX secolo.

 

Tratto dal sito  www.daltramontoall'alba.it

June 01

Strano ma vero (dicono...)

 

 

È la notte del 19 settembre 1961 e i coniugi Betty e Barney Hill stanno tornando a casa dalla loro vacanza in Canada. Mentre si dirigevano verso Portmouth, attraversando la vallata del Connecticut, la moglie notò in succession una e poi un'altra stella molto luminosa. Betty comunicò al marito di quanto aveva visto descrivendolo come stelle cadenti; il marito ipotizzò che si trattasse di satelliti. I due oggetti in cielo emanavano luci ammiccanti che sembravano invitare ad una sorta di gioco, ma non appena l'autista (Barney) fermò l'automobile le fonti luminose sparirono. L'auto in seguito percorse altri 30 Km ma Barney si dovette fermare di nuovo per via di quell'oggetto riapparso che li inseguiva con insistenza. La donna allora prese il binocolo ed osservò l'UFO: con grande stupore comunicò al marito che si trattava di un congegno ovale dotato di diversi oblò. "Cosa immagini? Sarà un aereo o un elicottero." fu la risposta del marito, ma dietro invito di Betty a guardare meglio anch'egli non poté che constatare l'evidenza: si trattava di un oggetto gigantesco a circa una sessantina di metri dall'avvistatore dalle dimensioni notevoli e man mano che si avvicinava risultava chiaramente essere un "disco volante".
L'oggetto a questo punto, in maniera del tutto silenziosa, si era appoggiato a terra, sostenendosi su due braccia con terminazioni palmate e dotate di dispositivi luminosi rossi intermittenti che erano fuoriuscite dal velivolo durante la manovra di atterraggio. Attraverso gli oblò la coppia poté vedere una dozzina di piccole sagome nere che si allontanarono all'improvviso, esclusa una.

              


A questo punto dalla parte inferiore dell'UFO fu calata una scala; l'autista terrorizzato tentò di fuggire ma dichiarò di non aver potuto in quanto si sentì come "paralizzato da una forza misteriosa" che le tenne attaccato al suolo. Si rese conto che con grande probabilità questo fenomeno era dovuto allo sguardo (forse magnetico) di uno dei "piccoli uomini", e così facendo appello a tutte le forze che aveva in corpo riuscì a liberarsi dell'ignota forza; corse così via verso la macchina, ma sentì sempre questa presenza vicino a lui, e fu tormentato per tutto il viaggio da un ininterrotto "bip bip" proveniente dal bagagliaio.
In seguito i coniugi decisero di mantenere segreta questa loro esperienza per evitare di essere presi per folli visionari. Ruppero però questo silenzio quando si accorsero che la loro macchina era completamente "magnetizzata" e sulla parte superiore erano rimasti impressi strani simboli. Inoltre Betty ebbe frequenti incubi nei quali veniva rapita da extra-terrestri che le assicuravano che non le avrebbero fatto del male e che presto l'avrebbero rilasciata.


Il funzionario del NICAP Richard Hall venne a sapere di questo fatto e incaricò Walter Webb (insegnante al Planetarium Hayden), di informarsi a riguardo: egli dopo aver approfonditamente interrogato i due testimoni non poté che giungere alla conclusione che non mentivano, ma erano stati colti da amnesia a partire dal momento dell'atterraggio del velivolo fino a circa una mezz'ora dopo. Più avanti la salute di Barney iniziò a non essere ottima e i due si rivolsero ad uno psichiatra che li potesse aiutare a ricordare quanto accadde quelle notte: raccontarono, in stato di trance ipnotica, di essere saliti su un astronave, di aver viaggiato nello spazio e di essersi fermati in una base spaziale di un altro pianeta.
Risulta difficile dubitare della parola di due rispettabili e onesti insegnanti sotto ipnosi, proprio per questo l'avvistamento degli Hill è stato a lungo studiato ed è da sempre considerato uno dei fenomeni UFO più attendibili.

Mai

www.arcadiaclub.com

May 29

Yohoo yohhoo la spada il corvo e il mare

 
 
 
"Pirates of the Caribbean: At World's End". "Fino alla fine del mondo" questo il sottotitolo del terzo film Disney dedicato ai "Pirati dei Caraibi", uscito, in tutto il mondo,tra il 23 e il 25 maggio 2007.
I protagonisti sono sempre loro: Jack Sparrow (Johnny Depp), Orlando Bloom (Will Turner) ed Elizabeth Swann (Keira Knightley).
Nel terzo film si assiste ad una immensa adunanza dei pirati, provenienti da ogni angolo del mondo, i quali devono organizzarsi per affrontare la minaccia definitiva. Il film, finalmente visibile, è davvero spettacore. Tutto il resto si trova sul sito ufficiale della Disney, cui con piacere vi rmando (www.piratideicaraibi.it)
 
 

UN PO' DI STORIA (SENZA NULLA SVELARE DEI COLPI DI SCENA!!!)

Tempi duri per i pirati.

Un re tiranno ha ordinato che non ne resti nemmeno uno. Muoiano appiccati uomini, donne e bambini che abbiano mostrato pietà per quei filibustieri. Per contrastare l'ondata di terrore e le flotte della Compagnia delle Indie Orientali, capitanate dall'odioso Lord Beckett, non rimane che rintracciare i Nove Pirati della Fratellanza e tentare una strategia difensiva. Will, Elizabeth e il Capitan Barbossa raggiungono Singapore per procurarsi l'alleanza di Capitan Sao Feng, temibile pirata cinese col vizio del vapore. Ma si sa i pirati sono volubili e ciascuno nutre in cuor proprio un interesse personale: Will vuole uccidere Davy Jones e recuperare il padre alla vita, Elizabeth e Barbossa desiderano raggiungere Jack Sparrow ai confini del mondo, liberarlo dalla maledizione di Jones e riorganizzare con lui la Fratellanza, Lord Beckett, che ha al suo soldo l'Olandese Volante e il cuore del suo capitano, sogna di governare il mare e di spazzarlo dagli odiosi nemici. La capricciosa dea Calypso, regina degli abissi costretta in un corpo umano, deciderà le sorti dello scontro navale. In fondo al mare e alla battaglia i pirati troveranno un tesoro: l'amicizia.


Se gran parte dell'appeal dei Pirati deriva dal suo plusvalore spettacolare, nel terzo capitolo c'è indubbiamente un'idea forte di mondo, un mondo più in là di questo, dove ciascuno dei protagonisti accetta le conseguenze del proprio destino mettendosi al servizio generoso dell'altro. Il viaggio ai confini del mondo diventa un percorso di formazione che questa volta comprende tappe luttuose, la morte del padre di Elizabeth, e di rinuncia, il sogno di Jack per la vita di Will.Recuperato il capitano Sparrow, accaparrato dal cattivo Jones e conservato quasi folle in un limbo bianco accecante e salato, il film di Verbinski salpa per mare eccedendo piacevolmente la misura e invadendo il racconto di battaglie spettacolari. Esplosioni di assi, alberi abbattuti, cannonate assordanti, sciabole sferraglianti, abissamenti e ammaraggi scoperchiano letteralmente il mare e sguinzagliano la fantasia degli autori.

Ai confini "dei pirati" si conciliano due anime inconciliabili: guerra e piacere. Più il conflitto cresce in accanimento più aumenta l'esibizione della bravura, lo sfarzo del duello che diventa una danza in equilibrio sull'abisso salato. Come fu per la Compagnia dell'Anello, anche i Pirati dei Caraibi controvertono gli archetipi delle fiabe dove la quête (la ricerca) è sempre per la conquista di qualcosa. Qui invece l'obiettivo diventa la distruzione di qualcosa: il cuore di Jones. Torna l'idea di un gruppo composito in missione che combatte battaglie e trova aiutanti più o meno magici. Un'identità di razze separate (pirati sì ma francesi, africani, indiani, cinesi) che stenta a farsi collettiva ed è ricca di spassosissimi conflitti interni poi annullati nella frenesia dell'azione.

 

 
I protagonisti uniti e resistenti diventeranno strumenti funzionali al progetto comune: combattere i cattivi capitani. Ad aiutare i ragazzacci di Verbinski accorrono i buoni padri, quello trapassato di Elizabeth, quello dannato di Will e quello ston(e)-ato di Jack, dispensatori di saggezza e conoscenza. Per l'ultima volta (forse) la saga dei pirati ci dona il prodigio scenico di Johnny Depp e del suo pirata, declinazione ironica dell'eroe. Corpo grottesco e carnevalesco alienato da se stesso e proiettato e frammentato in dieci, cento, mille Sparrow che vivono e agiscono a un tempo ciascuno per proprio conto, governando la Perla Nera o ramazzando il suo ponte. Personalità multiple e simultanee che si annullano in una sola nell'epilogo dall'accento epico, dove ancora una volta Jack sfodera il suo orgoglio pirata brindando alla prossima rotta. Un firmamento di stelle e un consiglio: non muovetevi fino alla fine del mondo e dei titoli di coda.
 
 
Ed mano agli ormeggi: la Perla Nera è pronta a salpare!!!
BUON VIAGGIO A TUTTI